WAU è il nome dell’aquilone tradizionale malese, un oggetto che nasce dalla pazienza delle mani e del tempo. È la stessa idea che guida questo ristorante di via Cardinale Ascanio Sforza, aperto da una madre e da suo figlio con una convinzione semplice: cucinare è un modo per prendersi cura delle persone. Il risultato è una cucina di casa, autentica e generosa, che porta a Milano i sapori della Malesia.
Ogni mattina in cucina si macina il rempah fresco, la base di spezie da cui nascono molti piatti, e il rendang cuoce lentamente. I piatti arrivano al centro del tavolo, come nelle case malesi, per essere condivisi. Il simbolo è il Nasi Lemak, riso al cocco con pollo fritto speziato, sambal, uovo, arachidi e cracker di gamberi; poi c’è il Nasi Kerabu, con il suo riso blu colorato dal fiore di clitoria e la melanzana alla griglia, e il Kari Laksa, noodles in brodo al cocco e curry con frutti di mare, polpette di pesce e tofu.
Per iniziare il Roti Jala, la crêpe a rete servita con curry di pollo, e il satay. Tra i piatti di carne spiccano il manzo alla griglia con salsa di tamarindo e lo stinco brasato all’asam pedas; per il pesce, la spigola fritta «ai tre sapori». Si chiude con il Pisang Goreng, banana fritta con gelato. Il bar segue la stessa ispirazione, con cocktail dedicati agli ingredienti malesi come il pandan, la citronella e il cardamomo, anche in versione analcolica.