Chi pensa che una pizzeria sia il posto per una cena veloce, a Confine cambia idea. Qui la pizza è il centro di un menu pensato come un racconto: più passaggi, impasti diversi e abbinamenti scelti con cura, in un locale che a Milano è diventato un indirizzo di riferimento per chi cerca la pizza d’autore.
Il cuore dell’esperienza è il menu degustazione, proposto in due percorsi, da 60 e da 80 euro, da scegliere uguale per tutto il tavolo. Si passa da un impasto all’altro: la classica napoletana, la versione fritta e poi ripassata in forno, il padellino e perfino una base tipo brioche che chiude la cena in dolcezza. Accanto alle pizze ci sono il fritto e una sezione «una sola fetta», per assaggiare senza fermarsi.
I nomi raccontano già lo spirito del posto. La Peperone Tonnato unisce peperone arrosto, provola affumicata, tartare di tonno e capperi di Pantelleria; la Fuori di Zucca gioca con crema di zucca, porcini e tartufo; la Botox è un omaggio ai formaggi, dal caciocavallo al provolone di Gragnano con confettura di fichi. La Umaminara, al padellino, rilegge la marinara con pomodoro affumicato e colatura di alici di Cetara, mentre «Semplice non vuol dire facile» porta in tavola il trio pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala e Parmigiano 36 mesi. Il menu cambia con le stagioni, quindi le pizze in carta possono variare.
L’altra metà del nome di Confine è il vino. La carta spazia da spumanti e Champagne ai grandi rossi, con etichette italiane, francesi – dalla Borgogna al Rodano, dalla Loira a Sauternes – e del resto del mondo. Una ventina di vini si possono ordinare al calice, alcune bottiglie importanti sono servite con il sistema Coravin, e per la degustazione esistono abbinamenti da due a sei calici, oltre a una proposta analcolica. Per chi preferisce altro, ci sono anche birre acide, sidri e una drink list.
Il locale non propone prodotti senza glutine. Per orari aggiornati conviene controllare il sito prima di prenotare.