Ratanà
In un ex deposito ferroviario dei primi del Novecento, a due passi dai grattacieli di Porta Nuova, la cucina milanese di Cesare Battisti
Ratanà apre nel 2009 in via de Castillia, nell’edificio che fu un deposito delle ferrovie Garibaldi e che oggi ospita la Fondazione Riccardo Catella. Il nome è un omaggio a Don Giuseppe Gervasini, «el pret de Ratanà», il prete guaritore della tradizione milanese. Dal 2012 cucina e sala sono nelle mani di Cesare Battisti e della sommelier Caterina Poma, con i soci Chiara Bersanelli e Marco Fumagalli.
Lo spazio
Milano si racconta anche negli arredi: il bancone è in marmo del Duomo, l’espositore dei vini pesa sei tonnellate, le lampade sono di Michele De Lucchi e le sedute di Paola Navone. Ci sono cinquantacinque posti all’interno e altri quarantacinque nel dehors in giardino, aperto da aprile a settembre.
Cosa ordinare
Il menu parte dai grandi classici: il cartoccio di mondeghili con maionese alla gremolata, il risotto alla vecchia Milano con gremolata e sugo d’arrosto, il vitello tonnato con capperi di Salina, la trippa alla milanese con salvia e lodigiano. Si chiude con la barbajada o con il panettone di casa e gelato al fiordilatte. A pranzo c’è la Schiscèta, un piatto unico con calice, acqua e caffè; per chi vuole un percorso completo c’è il menu degustazione con abbinamento di vini.
Da sapere prima di andare
- Dove: via Gaetano de Castillia 28, Milano
- Quando: tutti i giorni a pranzo e a cena
- Prezzi: Schiscèta a 24 euro, degustazione a 85 euro
- Prenotazioni: 02 87128855 o dal sito
- Parcheggio: convenzionato in via Restelli 3
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